15/09/2018
Newsletter "Norme e Tributi" / "Recht und Steuern" Nr. 126 della Camera di Commercio Italo-Germanica

RISARCIMENTO DANNI PER PRESTAZIONI SANITARIE ESEGUITE NEL TERRITORIO DELL'UNIONE EUROPEA

Negli ultimi anni si è assistito a un aumento della mobilità dei pazienti dell'Unione Europea per ricevere cure sanitarie o prestazioni mediche all'estero e, conseguentemente, a un aumento dei contenziosi instaurati da cittadini italiani nei confronti di strutture o medici stranieri. Nel caso in cui l'attore italiano chieda il risarcimento dei danni derivanti da interventi chirurgici o prestazioni eseguite all'estero, la giurisdizione spetta al giudice dello Stato nel cui territorio i convenuti (clinica e medici) hanno la sede e il domicilio principale (Cass. Sez. Un. 2010/23593). Né a diversa conclusione si perviene ipotizzando la natura extracontrattuale della prestazione, atteso che il luogo dell'"evento dannoso" ai sensi dell'art. 7 del Regolamento n. 1215/2012 è il luogo ove l'azione o l'omissione (in questo caso la prestazione sanitaria) è stata compiuta, ossia il luogo del c.d. "danno iniziale". Infine affinché sussista la competenza giurisdizionale esclusiva del "foro del consumatore" di cui all'art. 17 del Regolamento citato, il contratto deve essere stato concluso con un medico o una struttura sanitaria le cui attività commerciali o professionali si svolgono nello Stato membro in cui è domiciliato il consumatore o sono dirette, con qualsiasi mezzo (per esempio tramite inserzioni pubblicitarie in riviste o siti internet) verso lo Stato membro in cui esso risiede. Più complessa la situazione nel caso in cui l'azione sia diretta verso convenuti domiciliati in Stati differenti dell'Unione europea.

Susanne Hein