15/03/2019
Newsletter "Norme e Tributi" / "Recht und Steuern" Nr. 131 della Camera di Commercio Italo-Germanica

LICENZIAMENTO E MOTIVO FUTURO

Con la sentenza n. 3186 del 4 febbraio 2019, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi in materia di illegittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo comunicato in assenza di ragioni attuali. La vicenda trae origine dal licenziamento intimato ad una lavoratrice le cui mansioni sarebbero state soppresse in seguito ad una futura fusione societaria. La Cassazione ribadisce come, con l'applicazione della normativa in materia di trasferimento dell’azienda, l’alienante conservi intatto il potere di recesso attribuitogli dalla legge, "sicché il trasferimento, benché non possa essere l'unica ragione giustificativa, non può impedire il licenziamento per giustificato motivo oggettivo". Questo a condizione che la motivazione del recesso sia ravvisabile "nella struttura aziendale autonomamente considerata e non nella connessione con il trasferimento o nella finalità di agevolarlo". Ciò premesso, nel caso concreto la Corte ha accertato che le ragioni poste a fondamento del recesso non sussistevano al momento dello stesso, essendo correlate ad un futuro accorpamento di mansioni che sarebbe conseguito ad una futura fusione societaria ancora da perfezionare. Ne deriva che la tutela applicabile al caso concreto è quella prevista dall'art. 18, co. 4, l. n. 300/1970 della reintegra "attenuata" - trattandosi di una ipotesi di annullabilità per manifesta insussistenza del giustificato motivo oggettivo - con conseguente reintegrazione del dipendente e pagamento di una indennità risarcitoria.

Susanne Hein