15/06/2018
Newsletter "Norme e Tributi" / "Recht und Steuern" Nr. 125 della Camera di Commercio Italo-Germanica

LA CONNESSIONE ATTRIBUTIVA DI GIURISDIZIONE NEL DIRITTO PRIVATO INTERNAZIONALE

Qualora un imprenditore voglia agire nei confronti di più società domiciliate in vari Stati membri per un’infrazione unitaria alla quale queste abbiano partecipato nel territorio di Stati differenti, può risultare opportuna la trattazione davanti a un'unica Autorità giurisdizionale, al fine di scongiurare il rischio di giungere a decisioni incompatibili tra loro. La Corte di Giustizia ha più volte ribadito (si veda tra tutte la sentenza C- 352/13 Cartel Damage Claims, in cui una società belga richiedeva il risarcimento del danno a società aventi la sede in cinque Stati membri differenti) che ragioni di economia processuale e l'esigenza di evitare giudicati incompatibili costituiscono presupposto per l'applicazione dell’art. 8 del Regolamento UE 1215/2012. Tuttavia, in caso di una pluralità di convenuti, una persona domiciliata in uno Stato membro potrà essere convenuta davanti all’autorità giurisdizionale del luogo in cui uno di essi è domiciliato solo se tra le domande esista un collegamento così stretto da rendere opportuna una trattazione e una decisione uniche e alla condizione che i convenuti possano prevedere il rischio di essere citati in un altro Stato. Tale norma speciale, in deroga alla competenza generale del foro del convenuto, ha tuttavia una portata interpretativa ristretta. Ne consegue che l’istituto della connessione costituisce un meccanismo di natura processuale, la cui operatività va valutata in relazione al caso concreto.

Susanne Hein